Ho una confessione da fare. Da cattolico, la confessione è qualcosa che cerco di fare regolarmente, ma non è sempre facile. In questo caso la mia confessione non riguarda un peccato, ma qualcosa che avrebbe potuto essere altrettanto dannoso se la Beata Vergine Maria non fosse stata così amorevole e perseverante con me. L'amore e il sostegno costanti della Madonna hanno cambiato la mia vita proprio davanti ai miei occhi ostinati e distratti.
Ho da poco superato i cinquant'anni, e la maturità e le esperienze hanno cambiato il mio modo di guardare la vita. Da ragazzo ho sempre apprezzato la Madonna, ma purtroppo la vedevo come una figura lontana, non come la donna meravigliosa che è davvero. Immaginavo Maria come avrei visto una parente lontana: una persona di famiglia, ma che non conoscevo bene e che non ritenevo importante per la mia vita di allora. Nella mia visione immatura riconoscevo che era la Madre del mio Salvatore, la Madre di Dio. Eppure, in qualche modo, non permettevo alla Madre del Signore di toccarmi così profondamente come fa ora. Incontravo Maria alle incoronazioni di maggio della mia parrocchia d'infanzia, ai rosari di ottobre e naturalmente alle celebrazioni del Natale. Ma in qualche modo la Madonna non era importante quanto i «Tre Grandi» che meritavano la mia attenzione: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. In fondo pregavo spesso Dio e Gesù, davo per scontato che lo Spirito Santo fosse implicitamente incluso, e ogni tanto chiedevo l'intercessione di un santo o due. Purtroppo per me, in quel periodo trascuravo l'unico altro essere umano nato senza peccato (l'Immacolata Concezione). Per fortuna la «Regina della Pace» era in pace con la mia immaturità e mi ha dato il tempo di crescere.
Nel 1998, quando avevo vent'anni o poco più, visitai per la prima volta Lourdes, in Francia. Poi, nel 2013, poco dopo i quaranta, visitai la Terra Santa, compresa la Basilica dell'Annunciazione, la chiesa della Dormizione di Maria e altri luoghi. Pur essendo posti straordinari e speciali, non mi toccarono in profondità per quanto riguarda il mio rapporto con la Madonna. Ciò che provavo in quei luoghi mariani somigliava a quello che avrei provato visitando il Colosseo dopo aver ammirato un bel tramonto in riva al mare: commovente, ma senza un vero effetto spirituale rispetto alla Madonna. In qualche modo non ero pronto. Eppure la «Donna dolce» fu paziente ma instancabile nel desiderare un rapporto più profondo con me. Continuava a chiamarmi.
Dopo un divorzio difficile, verso la fine dei miei quarant'anni, ero emotivamente a terra. Per fortuna fu proprio allora che la Madonna venne a consolarmi e a chiamarmi a sé in modo più diretto. Familiari e amici mi diedero molto sostegno, ma alla fine mi rivolsi alla paziente, buona e sempre amorevole Madre di Misericordia. La pregai con più attenzione. Come ogni meravigliosa madre terrena, l'Immacolata mi accolse a braccia aperte e mi amò ancora di più. Mi chiamò a incontrarla più in profondità.
Nel 2018, in mezzo ad alcune difficoltà, dovetti prestare servizio militare in una base fuori Tokyo, in Giappone. Parlando con il cappellano militare della base, il sacerdote mi consigliò di andare in una città chiamata Akita, nel nord del Giappone, per un «ritiro» di una notte. Organizzai la visita con l'unica suora che parlava inglese, suor Clara Akiho, dell'ordine delle «Ancelle del Sacro Cuore di Gesù nella Santa Eucaristia», in giapponese «Seitai Hoshikai». Suor Clara fu accogliente, ma mi propose un patto: se fossi andato a lavorare al santuario per la giornata, avrei potuto fermarmi la notte e pregare con le suore. Naturalmente accettai, ma non conoscevo l'importanza di Akita finché non arrivai.
Al santuario venni a conoscenza dell'apparizione mariana di Akita del 1973. Qui una statua lignea della Madonna versò miracolosamente lacrime e gocce di sangue e parlò a una suora sorda. Nel suo messaggio la Madonna sottolineava l'importanza della Santa Eucaristia, il nostro bisogno di pentimento e di preghiera (specialmente il rosario) e l'amore che lei e suo Figlio hanno per tutti noi, me compreso. Anche se ripartii con il «regalo» di un'irritazione da edera velenosa, presa tagliando le erbacce al santuario, me ne andai anche con meravigliosi sentimenti di pace e di gioia.
Dopo quel pellegrinaggio cercai (o dovrei dire che la Colomba della pace mi incoraggiò a cercare) altri modi per incontrarla. Nel maggio 2021 potei visitare il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico. Lì potei vedere l'immagine miracolosa della Madonna apparsa sul mantello di fibra di cactus, o tilma, di san Juan Diego, che esiste ancora oggi ed è visibile a tutti. Appresi che l'immagine della Madonna non può essere spiegata dalla scienza. L'immagine sulla tilma non mostra alcun segno di deterioramento, nemmeno dopo 450 anni. Non ci sono disegno preparatorio, imprimitura né vernice protettiva; non ci sono pennellate. La cosa più impressionante è che le stelle sul manto della Madonna coincidono con le costellazioni del cielo del 12 dicembre 1531, data della sua apparizione a san Juan Diego. Nostra Signora di Guadalupe è la patrona delle Americhe, e alla sua intercessione si attribuisce la conversione dell'America centrale e meridionale.
Alcuni mesi dopo, nel settembre 2021, andai in Irlanda con mio padre. Era un viaggio che lui desiderava fare da più di vent'anni, nella terra dei nostri antenati. Naturalmente non potevamo non visitare il Santuario di Nostra Signora di Knock, nella contea di Mayo. Il rettore del santuario mi permise di servire la Santa Messa come accolito. Fu un'esperienza commovente essere lì sull'altare e condividere quel momento speciale con mio padre. L'apparizione di Nostra Signora di Knock avvenne nell'agosto 1879, quando la Madonna apparve con san Giuseppe (il «Terrore dei demoni») e san Giovanni Evangelista. In questa apparizione c'era un Agnello eucaristico davanti a una Croce, posto su un altare e circondato da angeli. Questa esperienza mi fece capire che la Madonna continuava a chiamarmi e a mostrarmi il suo amore.
Il mio pellegrinaggio più recente in un luogo di apparizioni mariane è stato a Fatima, in Portogallo, nel luglio 2022. Accadde quasi per caso, ma ho imparato che nulla è per caso quando la Madonna mi conduce a sé. Avevo programmato di andare a Oberammergau, in Germania, per assistere con un amico alla Rappresentazione della Passione, che si tiene una volta ogni dieci anni. Mentre prenotavo i voli per la Germania, la compagnia aerea scelta permetteva uno scalo a Lisbona, in Portogallo, senza costi aggiuntivi. Aggiungemmo Lisbona all'itinerario e, dato che Fatima si trova a circa un'ora e mezza a nord di Lisbona, fu una scelta naturale includerla. Il Santuario di Fatima è sempre stato speciale per molti cattolici, e sembrava che la Madonna volesse che io e il mio amico lo visitassimo. Lì conobbi meglio le apparizioni mariane del 1917 e compresi come il Santuario di Nostra Signora del Rosario di Fatima sia la risposta alla chiamata della Madonna del Rosario, e quanto la preghiera, il pentimento e la carità siano importanti per una vita di fede. Fu dopo questa visita che cominciai a recitare il rosario quasi ogni giorno e a onorare la Madonna con maggiore devozione.
Quest'anno la Madonna mi chiama a visitare Medjugorje, in Bosnia ed Erzegovina. Ho letto che questa apparizione, non ufficialmente riconosciuta, è nota per guarire e per infondere grande energia nella fede.
Coltivando il mio rapporto con la Madonna ho imparato che è una compagna fedele e un aiuto nella crescita della mia fede. Ricordo che con mia madre ascoltavo la canzone di Chuck Girard del 1975 «Lay Your Burden Down». In quel brano Girard ci incoraggia a portare le nostre preoccupazioni ai piedi della Croce e a deporre lì il nostro fardello. È lì che Maria è pronta ad amarci e ad aiutarci, come ha fatto e continua a fare per tutta l'umanità. Se solo arrivassimo nella fede alla sua stessa conclusione: «Fiat!», il sì a Dio. Se seguiamo la volontà di Dio nella nostra vita, essa ci condurrà alla vera felicità e ci aiuterà a superare i pesi dell'esistenza in questa valle di lacrime. Ave Maria, gratia plena! Avvocata clementissima, grazie dal profondo del cuore.
«CJH, dalla Carolina del Sud»
Gennaio 2024
Ti ringrazio per aver condiviso la tua bella testimonianza dell'amore della nostra cara Gospa!




















